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Cronache ALLARME LEUCEMIE E ALZHEIMER A S. CHIODO: IL CONVEGNO AVIS CONVINCE DON FORMENTON A SCRIVERE ALLA MAMMA “QUI STIAM TUTTI BENE!”

L’analisi sugli interventi di Micheli, Spica, Grifoni, Sapori, Segoni, Palmieri, Brunini e Pastorelli. AGGIORNAMENTO: Botta e risposta Formenton - Luciani

Spoleto - 18/11/2008 18:00

don Gianfranco Formenton (*)

Cara mamma, qua, a Santo Chiodo stiamo tutti bene! Ora hanno fatto un convegno, quelli dell’AVIS (perché l’assemblea fatta anni fa dalla Casti Group non era bastata) e hanno chiamato tutti: il Sindaco, l’ARPA, l’ASL, la Provincia di Perugia… Hanno dato anche un tocco di qualità invitando un “luminare”, certo Romano Spica, esperto di oncologia e sono arrivati tutti anche un politico neo-convertito alla causa della salute pubblica che anni fa non poteva parlare perché faceva il sindacalista nella CISL ma che adesso ha promosso una sottoscrizione che ha raccolto 500, forse 1000 firme (non ha potuto essere più preciso) che chiedono un altro monitoraggio (quello del 2003-2004, evidentemente non basta) e che si rivolgerà alla Procura della Repubblica di Perugia (di Perugia, ha sottolineato, e non si capisce la sottolineatura!). Mah. Staremo a vedere!

Micheli (Agenzia Regionale per l’Ambiente) ha detto che il tasso di inquinamento è sotto i limiti stabiliti dalla legge (ci sono tre centraline a confermarlo).

Spica ci ha intrattenuto con una interessante dissertazione sulle cause del cancro concludendo che, siccome facciamo parte della civiltà occidentale, dobbiamo arrenderci al fatto che il cancro fa parte di questo sistema e che nessuno si deve scandalizzare se i nostri parenti non muoiono più di colera o di tubercolosi. Interessante sapere anche che ci sono cause genetiche e cause ambientali e comportamentali (fumare, ad esempio, fa male!). Come ricordare ai bambini africani che “non di solo pane vive l’uomo!”.

Sapori ci ha spiegato che Spoleto è nella media nazionale per morti per cancro e che, quindi, non c’è nessuna emergenza particolare. Tutto rientra nella norma.

Segoni (ARPA) ha invitato a non infierire sui controllori che tengono il territorio sotto costante monitoraggio.

Palmieri, coautore del Biomonitoraggio ambientale, commissionato dalla Provincia di Perugia, coadiuvato dall’Università di Bologna (di cui finalmente, dal 2004, abbiamo avuto notizia pubblica) ha tentato di ipotizzare che i valori di inquinamento nella zona S.Chiodo, S.Angelo, S.Martino non sono propriamente nella norma e ha finalmente sottolineato da differenza tra il monitoraggio dell’ARPA e il monitoraggio fatto con le api (quello che non è stato detto, comunque, è che le api vanno da un fiore dall’altro senza preoccuparsi delle conseguenze politiche del loro lavoro!)

Il Sindaco ha concluso che, quindi, non c’è nessuna emergenza. Un quotidiano oggi ha fatto esporre le locandine nelle edicole: “Leucemia a Santo Chiodo, paura senza cifre”!

Cara mamma, qua, la puzza immonda di stirene ecc… la chiamano “disagio olfattivo”; i morti non sono neanche più cifre; l’inquinamento acustico è il prezzo da pagare… Insomma, sono tutti “effetti collaterali”, come i civili che muoiono sotto i bombardamenti. Sembrano il prezzo necessario da pagare alla sicurezza sociale.

Cara mamma, con tutte queste rassicurazioni, ci si sente quasi fuori posto ad insistere che le cifre ci sono e sono scritte nel “libro dei morti” (che è un “dato scientifico” incontrovertibile) e dove, oltre a registrare se sono morti “muniti dei conforti religiosi” (cosa che, sembra, non preoccupi più nessuno) mi sono preso la briga di registrare “perché” sono morti.

Per correttezza è giusto dire che non tutti i malati conclamati muoiono. “Uno su mille ce la fa!”. E siamo contenti.

In questa conta ho notato che non è scientificamente corretto parlare di “norma” quando in una sola via di Santo Chiodo ci sono cinque casi di leucemia distanti uno dall’altro cento passi; otto casi di alzheimer ogni cento passi e se Grifoni, Spica o Sapori (o Segoni, o Micheli, o il Sindaco…) volessero fare con me (con la riservatezza necessaria) una “passeggiata oncologica” a Santo Chiodo potrei indicare con esattezza nome, cognome e numero civico e fargli comprendere la differenza che passa tra “parlare di leucemia” e “avere la leucemia”, “parlare di alzheimer” e “avere l’alzheimer” e di come alla gente non gliene frega niente della “norma statistica” e di come, da anni, ci interessa di sapere non se i casi di leucemia o di alzheimer a Spoleto siano nella norma nazionale ma perché in cinquecento metri di strada siano concentrati tanti ammalati che sommati agli altri trentamila abitanti della città “fanno la norma” ma che qui, guardando fuori dalla finestra e notando che è toccato anche al tuo vicino di casa ti fa venire qualche interrogativo. E se a questi aggiungiamo tutti gli altri morti di cancro per le stesse patologie, negli stessi palazzi, nelle stesse strade… il conto si allunga. Vogliamo parlare di cifre? Vogliamo ancora parlare di “cause genetiche” e di “cause ambientali e comportamentali”? Vogliamo ancora dire a gente che ha pascolato le pecore fino a ieri che si è ammalata di leucemia perché fumava quando l’unica cosa che ha respirato in vita sua è l’aria di Santo Chiodo?

E’ l’antica proposta del dott. Antonello Briguori (e, pazienza, è un comunista!) ai medici di famiglia fatta alla famosa assemblea “pilotata” della Casti Group del 2005, che fu irrisa da tutti, compresi i sindacalisti della CGIL-CISL-UIL che erano unicamente preoccupati di indicare i “nemici” dell’occupazione a Santo Chiodo (perché anche i “neo-convertiti” erano tra quelli che giungevano alla scontata conclusione: “ma allora volete fare chiudere la ‘Pozzi’!”).

Cara mamma, dopo il convegno di ieri si deve per forza concludere che, se tutto è “nella norma”, se il cancro e l’alzheimer sono dovuti a “concause” genetiche, ambientali e comportamentali la colpa è solo nostra che ci fumiamo qualche sigaretta e ci ostiniamo ad abitare in posti pericolosi come questa “valle di lacrime”. Ma ci piacerebbe di essere “gementi e piangenti” solo per le cose che ci sono imputabili personalmente e non per le furberie dei “padroni delle ferriere” (godenti e sorridenti) che non vengono neanche più nominati nei convegni ufficiali.

Sì, forse la colpa è solo nostra che siamo cattivi e Dio ci punisce. Ma facendo il conto dei morti e degli ammalati ho notato che, a parte i peccati normali, non ci sono colpe particolari (che c’entra? Qualcuno è di destra, qualcuno di sinistra) che possano giustificare questo accanimento di Dio verso questa “terra di mezzo” che è Santo Chiodo, quindi Dio non c’entra.

In fin dei conti le uniche cose sensate dette al convegno dell’AVIS sono state quelle della prof. Pastorelli che abita nei pressi di una nota industria sita in Santo Chiodo e che subisce (come tutti) le conseguenze del “disagio olfattivo” e che può (oltre che invocare il “diritto alla salute sancito dalla Costituzione Italiana) contare tutti i morti per cancro (che rientrano nella media cittadina) a destra e a sinistra della sua casa. Cara mamma, non vogliamo fare allarmismo. Qua, a Santo Chiodo stiamo ancora tutti bene! Io, speriamo che me la cavo!

(*) Parroco di S.Angelo in Mercole

 

Pubblicato il 17.11.2008 alle 15.57

commenti (8) pdfstampa

Commenti

stelvio gauzzi - (17/11/2008 17:41)

Ho letto con attenzione la "lettera alla mamma" scritta da Don Gianfranco Formenton sugli esiti del Convegno organizzato dall'AVIS sulle Leucemie e, vi confesso, di condividere le sue preoccupazioni e perplessità circa gli esiti dell'incontro. Premesso di aver apprezzato la volontà del Presidente Grifoni di amplificare una discussione che da troppi anni se ne parla (animatamente) in ambiti alquanto circoscritti (S.Chiodo, S.Giovanni di Baiano, S.Angelo in Mercole e S.Martino in Trignano), vi confermo che anche al sottoscritto, le varie relazioni esposte, hanno lasciato molti dubbi. Dubbi scientifici, politici e sociali. Scientifici perché, sinceramente, mi fido molto di più della natura e quindi delle API, che non dei tre sensori (non sono un po' pochini per un'area così vasta ??) che rispondono a dei parametri ...... parametrati dagli uomini e quindi sicuramente imperfetti. Politici (legati a quelli scientifici) perché, (a parte il fatto che nessuno ha mai chiesto di chiudere le presunte aziende inquinanti menzionate nel Convegno), etica e coscienza vuole/vorrebbero che laddove esista un ragionevole (minimo) rischio di salute per le persone dipendenti e/o per i cittadini in genere, le aziende devono/ dovrebbero essere obbligate ad utilizzare tutte le tecnologie necessarie per evitare inquinamenti ambientali e quindi dannose per la salute delle persone. Sociali perché se non fosse stato per Don Gianfranco Formenton, ancora una volta, tutto sarebbe stato lasciato alle dissertazioni da bar dell'area interessata, con buona pace delle tante famiglie che ci vivono. Detto ciò, e premesso che a mio giudizio nessun posto di lavoro vale una vita umana perché, al di là della raccolta firme (chi si è mosso in questa direzione vada pure avanti ci mancherebbe), non lanciamo una campagna per raccogliere i fondi necessari per incaricare un laboratorio d'analisi super partes, e quindi autonomo dalla politica, che verifichi effettivamente lo stato attuale d'inquinamento di questa benedetta area?. Stelvio Gauzzi

Il Presidente Maurizio Luciani - (17/11/2008 19:30)

DOPO IL QUALIFICATO CONVEGNO DELL'AVIS, GRIFONI PORTI IL PROBLEMA AL CITY FORUM! CONDIVIDO LA RABBIA DI DON FORMENTON, LUI SI E' DOVUTO FERMARE, NOI NON CI FERMEREMO! L'Associazione va avanti, continuando a parlare di "allarme leucemia a Santo Chiodo", dopo le chiare ed evidenti contraddizioni emerse in sede di relatori al Convegno dell'AVIS di sabato e dopo che il Sindaco, nel suo breve intervento ha cercato di minimizzare al massimo le gravi divergenze sorte tra i controlli dell'ARPA ed i risultati del risuscitato Biomonitoraggio Ambientale della Provincia di Perugia del 2004. Abbiamo raccolto oltre 500 sottoscrizioni di cittadini che chiedono più controlli ed un sistema permanente di monitoraggio dell'ambiente, per la mappatura dei rischi alla salute umana, raccolta di firme che procederà ancora per qualche settimana, e che consegneremo anche al Presidente del CITY FORUM, affinchè in quella sede si proponga una Commissione permanente, COMUNE ASL CITTADINI per trovare le migliori soluzioni al problema. Condivido la rabbia di Don Formenton, che però si fermò, noi non ci fermeremo e porteremo il problema , attenti e vigili ,nei programmi politici dei futuri candidati a Sindaco della Città. Ass. Alternativa Moderata

giobatta - (18/11/2008 09:15)

Cara Mamma,anche io ho partecipato al convegno organizzato dall'AVIS Spoleto e, come non concordare con quanto detto da DON FORMENTON e riconosciuto da STELVIO GAUZZI.Entrambi sono rimasti delusi,come del resto lo sono stato anche io,dai luminari della sanità i quali altro non hanno fatto che illustrare malattie a livello nazionale eludendo S.CHIODO facendo anche capire che nel nostro piccolo paese siamo malati di psicosi generale ma,i malati,non sono una psicosi sono una terribile realtà. Personalmente la cosa che non mi ha meravigliato è l'intervento del Sindaco,il principale e forse unico colpevole della istallazione dello stabilimento alluminio,nel nostro paese era troppa la fusione della ghisa,non serviva la fusione dell'alluminio al centro del paese,e quindi,al convegno non fatto altro che proteggere i propri sbagli e forse anche quelli di qualche ex assessore. INOLTRE qualcuno dei presenti al convegno ha notato la presenza dei politici tranne CALANDRI e FILIPPONI? Tutto ciò da la misura di quanto alla politica interessano gli abitanti della valle del marroggia. ANCORA,dove era sabato Lega Ambiente che spesso abbaia alla luna? Ha ragione GAUZZI quando afferma"nessun posto di lavoro vale una vita umana,quindi basta con i ricatti dell'azienda la quale afferma che viene soffocata dalle case,forse l'arroganza fa dimenticare che le abitazioni esistevano già dai tempi dei tempi. Basta con i ricatti della regione la quale dice che non bisogna disturbare l'azienda altrimenti non può lavorare in tranquillità. Mi unisco a GAUZZI nel ringraziare il Presidente GRIFONI,DON GIANFRANO FORMENTON ma,aggiungo anche LUCIANI che,dopo anni,ha riportato alla luce il cadavere S.CHIODO. Personalmente, ma anche tanti altri, saremo sempre in prima linea per difendere la nostra salute come del resto è anche sancito dalla costituzione. GIOBATTA

Il Consigliere Provinciale di Alleanza Nazionale Paolo Filipponi - (18/11/2008 16:00)

Ho partecipato al Convegno organizzato dall’Avis sui problemi di inquinamento ambientale nella zona industriale Santo Chiodo, durante il quale è stato ripresentato uno studio sulle api, effettuato dalla Provincia di Perugia e risalente al 2003/2004, circa il rapporto tra rischi ambientali e malattie. Dalle relazioni dei relatori è emerso che: 1) i dati dell’Arpa sono parziali e non molto attendibili in quanto effettuati in un periodo di tempo troppo ridotto e in orari non consoni. 2) Altri relatori hanno riscontrato che esiste un livello di inquinamento soprattutto atmosferico abbastanza allarmante e che si protrae ormai da molti anni. 3) Non è possibile accertare scientificamente una diretta conseguenza tra inquinamento e malattie neoplastiche ed in particolare leucemie, perchè nessuno ha incaricato soggetti scientifici seri di fare uno studio epidemiologico valido. Mi chiedo allora, chi dovrebbe incaricare tale studio se non le Istituzioni locali? Studio chiesto a gran voce e da molti anni, dai comitati presenti nell’area e che giustamente si battono per la tutela della salute. Forti dubbi nel comprensorio in riferimento, sono sorti per il fatto che vi è una casistica più alta, rispetto alla media regionale, di malattie neoplastiche e degenerative legate alla salubrità dell’ambiente. D’altra parte sono le Istituzioni a dover garantire ai cittadini una qualità della vita accettabile e non sono i cittadini a dover dimostrare i danni che si recano all’ambiente per colpa di una politica industriale completamente sbagliata, in un’area che tutti capivano non essere idonea per gli insediamenti produttivi.

Carlo82 - (18/11/2008 18:17)

Ho letto con molta attenzione i commenti inoltrati. Mi trovo d'accordo con quanto scritto da Stelvio e Giobatta; non posso dire la stessa cosa di Luciani e Filipponi. Vedete cari Luciani e Filipponi, i vostri interventi lasciano il tempo che trovano e sono il risultato scontato, di una campagna elettorale alle porte. Premesso che l'amministrazione è assolutamente colpevole per la situazione venutasi a creare, io mi chiedo: dove eravate voi quando anni fà è stato sollevato il problema ambientale a Santo Chiodo? I cittadini sono stufi di vedervi magicamente apparire per due mesi e poi scomparire per i successivi cinque anni. Il problema ambientale della nostra zona risulta sicuramente scomodo da affrontare. Qui non stiamo parlando di segnaletiche stradali, di blocco del traffico o di ecomostri. Qui si parla di danni irreparabili alla salute di centinaia di cittadini! Invece di vedervi presenziare riunioni e di scrivere commenti su quotidiani on-line, mi piacerebbe vedervi propositivi. Mi piacerebbe sentirvi produrre idee concrete e farvi carico della nostra situazione. D'altronde, ognuno ha i politici che si merita. Leggendo i vostri commenti rimango basito dall'assoluta pochezza delle vostre parole. Ripetere decine e decine di volte che a Santo Chiodo esiste una situazione ambientale grave, è una minestra riscaldata; come d'altronde lo è il fatto che questa amministrazione non è esente da colpe. A voi che occupate le "poltrone" del Palazzo, chiedo un cambiamento, chiedo maggiore impegno e serietà nell'affrontare un problema che non si risolve soltanto facendo sapere alla gente che gli siete vicini. Fateci sapere se siete in grado di farlo altrimenti, potete pure restarvene sdraiati sulle belle vostre poltrone. Distinti saluti. 19821

don Gianfranco Formenton - (18/11/2008 18:23)

E’ meraviglioso. Sabato al convegno AVIS Luciani stigmatizzava sdegnato le polemiche che avevano segnato la sua “discesa in campo” sul fronte della salute pubblica come se la sua azione fosse dettata da chissà quale mira politica vista la vicinanza con le elezioni. Ora afferma candidamente che sulla questione dell’inquinamento a Santo Chiodo sarà “vigile” perché sia inserita nel programma politico di chiunque si proponga come sindaco. Certi “politici” sono come la Barbie. Hanno dei vestiti pronti per ogni situazione. Vuoi la Barbie in versione “elegance”? Pronti. Vuoi la Barbie in versione “country” che amoreggia con Big Jim?. Pronti. Vuoi il politico sindacalista ma anti-comunista? Pronti. Vuoi il politico versione aperitivo e olivetta seduto davanti al Bar? Pronti. Vuoi il politico “alternativo” (a che?) e anti-inquimamento?. Pronti. Luciani, l’unico politico che è stato capace di affermare che non è lui che ha cambiato partiti; sono i partiti che hanno cambiato politica. Al confronto il Bossi migliore che affermava: “Non siamo noi che siamo razzisti; sono loro che sono terroni”, è uno scolaretto. Certo, è imbarazzante sentirsi compatire (ma non mi ricordo di essermi “fermato”) e “condividere” da uno che si propone come il nuovo sistema solare della politica. Ma ancora più inquietante per la città è sentire: “Noi andremo fino in fondo!” (Più in fondo ancora?).

stelvio gauzzi - (19/11/2008 18:13)

Carissimi amici, voglio ringraziare di nuovo Sergio (Grifoni)per aver riportato alla ribalta un grave problema assolutamente attuale e gravissimo, che anni fa era stato denunciato dal nostro solito "Franco" (Formenton), senza ottenere peraltro gli onori della cronaca come in questa occasione.Credo, finalmente, che la nostra amatissima città stia crescendo sia sotto l'aspetto civico, sia della partecipazione attiva ai fatti delle persone. Ho trovato molto positivi gli interventi di gioba e carlo 82, che ringrazio per la lucidità e il contributo dato alla discussione, fermo restando che democrazia vuole anche dire esprimere a prescindere il proprio parere. Ed ognuno lo può fare liberamente. Del resto il consenso si ottiene per i sentimenti, le emozioni che una persona trasmette alle altre persone, e non perchè urli più degli altri, volendo spaccare il mondo. A parole.

carla - (19/11/2008 18:39)

Purtroppo caro Don Gianfranco io non ho potuto scrivere a mia madre una lettera rassicurante come quella che ha scritto Lei alla Sua! Abito a Santo Chiodo e sono stata operata due volte di tumore e la prima a soli 24 anni! I nostri illustri politici andassero pure fino in fondo "ma più fondo del fondo" non si può? Glielo ricordi se li vede. Grazie

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