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Cronache ABBIGLIAMENTO CONTRAFFATTO. OLTRE 500 I CAPI SEQUESTRATI DALLA FINANZA

Proseguono i controlli delle fiamme gialle contro il commercio di articoli falsati

Umbria - 18/11/2008 11:25

ABBIGLIAMENTO CONTRAFFATTO. OLTRE 500 I CAPI SEQUESTRATI DALLA FINANZA
Non si ferma la lotta alla contraffazione in Umbria da parte della guardia di finanza. Dopo il sequestro di 350 capi non originali di qualche giorno fa a Spoleto, anche a Città di Castello la Gdf è stata impegnata sul fronte del commercio di abbigliamento contraffatto. In occasione delle "tradizionali fiere di San Florido", infatti, la locale tenenza della guardia di finanza ha predisposto ed attuato una serie di interventi finalizzati a prevenire e reprimere la vendita di prodotti contraffatti e potenzialmente dannosi per i consumatori. Sono stati 512 i prodotti sequestrati al termine delle indagini, tra capi di abbigliamento e relativi accessori (tutti di buona fattura e recanti i marchi contraffatti delle più note griffes quali Lacoste, Monclair, North Sails, Nike, Hogan...), oltre a numerosi orologi falsi delle marche più prestigiose (Rolex, Baume & Mercier, Patek Philippe, Panerai, Omega, Corum e Chopard).

Diverse pattuglie sono state dislocate agli ingressi della città per il controllo su strada degli automezzi che affluivano verso la città, sottoponendo a controllo una ventina di furgoni.I finanzieri hanno quindi avviato una serie di sopralluoghi per le vie del centro cittadino, constatando che diversi venditori, per lo più extracomunitari, avevano allestito dei punti vendita "mordi e fuggi", veri e propri bazar a cielo aperto che funzionavano per pochi minuti, giusto il tempo necessario per esporre e vendere alcuni prodotti, spostandosi poi velocemente in una diversa area della fiera.Per eludere i controlli, inoltre, i venditori utilizzavano telefoni cellulari con cui si segnalavano tra loro la presenza delle forze dell'ordine, tanto che, alla sola vista degli uomini delle fiamme gialle, dileguandosi per le vie del centro storico tifernate, senza preoccuparsi di "lasciare sul campo" la merce esposta.

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