Enti & Istituzioni SI E' TENUTA A PERUGIA LA TAVOLA ROTONDA SU " LEGGERE L'UMBRIA"
Impegnati rappresentanti di istituzioni, categorie economiche e studiosi su ciò che è e potrebbe essere la nostra regione
Umbria - 05/12/2008 11:48
All'incontro, coordinato dalla giornalista Paola Costantini, hanno partecipato il presidente dell'Aur, Claudio Carnieri, il vicepresidente della Giunta regionale dell'Umbria, Carlo Liviantoni, il professor Tommaso Sediari dell'Università di Perugia, il presidente dell'associazione culturale "Diomede", Ruggero Ranieri, e Andrea Sammarco segretario generale della Camera di Commercio di Perugia.
Il presidente Carnieri, aprendo i lavori ha detto che non si può "leggere" l'Umbria disgiungendo modello produttivo e sociale: "Uno sviluppo economico di qualità - ha spiegato - può realizzarsi solo se è sostenuto da una società colta, curiosa e aperta. Occorre perciò in Umbria, adeguare le culture ‘cittadine' legate alle identità territoriali, renderle aperte alle opportunità offerte dal contesto mondiale".Secondo il vicepresidente della Giunta regionale e assessore all'agricoltura, Liviantoni, l'agricoltura umbra deve reagire alla "crisi straordinaria" in atto spingendo ancor più sui temi dell'innovazione, della multifunzionalità e della qualità realizzando un sistema di reti e filiere produttive efficaci. Ed è proprio verso questi obiettivi, ha spiegato Liviantoni, che sono stati elaborati gli strumenti previsti nel Piano regionale per lo sviluppo rurale.
Il segretario della camera di Commercio di Perugia, Sammarco, riferendosi alla rivista "AUR&S", ha detto che strumenti di studio e analisi come questo sono "utili e necessari, per ‘appoggiare' in maniera efficace il momento decisionale". Sammarco ha parlato poi delle imprese come di "elemento indispensabile per la ricostruzione di un rapporto tra mondo produttivo e tessuto sociale" che va sviluppato utilizzando le grandi opportunità offerte dal capitale umano e dall'internazionalizzazione. Preoccupazione per il comparto agricolo umbro è stata espressa dal professor Sediari "legata principalmente alla crisi del settore tabacchicolo, per il quale occorre individuare concrete e redditizie colture alternative, e più in generale alle difficoltà del mercato internazionale". Valutate positivamente dallo studioso le politiche regionali di investimenti strutturali "per raggiungere una maggiore competitività di sistema". Secondo il professor Ranieri, infine, bisognerebbe puntare decisamente al rilancio del settore manufatturariero umbro che "copre il 30 per cento del mercato del lavoro, soprattutto nel settore delle costruzioni e della meccanica e, rispetto a quest'ultimo comparto, la ThyssenKrupp rappresenta un patrimonio rilevante e da rilanciare, come pure da rilanciare e rendere più efficaci sono le politiche delle istituzioni regionali sul versante dell'internazionalizzazione". A giudizio di Ranieri, in Umbria "risultano deboli i comparti del turismo e del terziario ed è eccessivo il peso di quello pubblico".

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