Cronache SI INNAMORA DELLA SUA EX INSEGNANTE E FINISCE IN TRIBUNALE PER MINACCE E DANNEGGIAMENTI
Il giovane spoletino molesta la prof con sms anonimi, poi le dà fuoco al portone di casa
Spoleto - 07/05/2008 01:07
La donna, non potendone più delle attenzioni anonime ricevute insistentemente nell'estate del 2003, aveva deciso di sporgere denuncia. Ed imputato nelle aule di giustizia spoletine è finito il giovane che all'epoca dei fatti aveva 23 anni.
I fatti, approdati ieri al tribunale di Spoleto, dove si è aperto il processo, sono relativi all'estate del 2003, quando sull'auto della donna cominciano a comparire biglietti anonimi, poesie ed addirittura dei fiori. Segni evidenti di un interessamento di un uomo, forse anche un po' galante. Poi però arrivano gli sms sul cellulare dell'insegnante, otto quelli che compaiono agli atti del tribunale, provenienti da sei diversi numeri di cellulare. Tutti anonimi, ma eloquenti. "Ma cosa credi che ho gettato via 3 anni della mia vita per niente? Io voglio fare sesso con te. O accetti o ti insegno e ti carico in macchina. Scegli tu" recita il primo. Ma poi ce ne sono di più forti, con insulti vari, fino a passare alle minacce: "Non sottovalutarmi", "Che bruciassi viva", "Pagherai tutto, ti ucciderò in maniera lenta", "Non avrai tregua".
E dopo i messaggi per la donna erano arrivati anche i fatti. Secondo l'accusa, infatti, il ventottenne un mese dopo dall'ultimo sms minatorio avrebbe sfondato il portone del condominio in cui abitava la sua ex professoressa, quindi avrebbe tentato di appiccare il fuoco sulla porta del suo appartamento, cospargendolo di liquido infiammabile.

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